Orieenteering!

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Il giorno della memoria

Il 27 gennaio 1945 è stato un giorno molto importante, talmente importante che ancora oggi si ricorda ed è denominato “Il giorno della memoria”. Il 27 gennaio 1945 i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, furono abbattuti dalle truppe sovietiche dell'Armata rossa e tutti gli ebrei ancora in vita furono liberati. 
Il giorno della memoria è stato istituito per non dimenticare i fatti accaduti durante lo sterminio ebreo e delle persone allora considerate diverse e per evitare che cose del genere succedano ancora in futuro. È molto importante non dimenticare questo giorno per celebrare l'aiuto ricevuto dagli Alleati, anche in Italia con la liberazione dal fascismo, e per non dimenticate i milioni di morti a causa delle discriminazioni razziali. Oggi il razzismo è riconosciuto come reato ma una volta nessuno si mosse per impedire a Hitler di uccidere le persone a suo piacimento. 
Anche nella nostra scuola questo giorno è stato ricordato in due momenti diversi: il primo progetto è stato la visione del film Monsieur Batignole solo per le classi terze, il secondo è stato la visione di uno spettacolo teatrale Via degli Uccelli 78 a cui ha partecipato tutta la scuola. 

Alice Piacentini, 3A

Un film sulla Shoah: Monsieur Batignole

Il giorno 23/01/2013 a scuola abbiamo visto un film sulla Shoa chiamato Monsieur Batignol
Il film è ambientato in Francia ed il protagonista Edmond ha una salumeria che gestisce con la moglie, dove un giorno si accorge che erano stati rubati dei prosciutti e salami. 
Il genero diede la colpa alla famiglia Bernstein perché avevano pronte le valigie per partire, ma quello che non sapeva è che erano tutti ebrei e stavano scappando. 
Il genero intanto aveva avvisato la polizia e quando arrivò, arrestò tutta la famiglia. 
Il genero stava organizzando uno spettacolo per il colonnello tedesco Spreich, grazie a ciò ottenne l’appartamento delola famiglia Bernstein. 
La famiglia Batignole sistemata nel nuovo appartamento diede una festa durante la quale inaspettatamente bussò alla porta il figlio più piccolo della famiglia Bernstein: Simon. 
Edmond sentendosi in colpa lo ospita, lo nasconde in soffitta e gli portò il necessario per la notte. 
Dopo aver ascoltato Simon venne a sapere che durante la deportazione i suoi genitori gli avevano detto di tornare a casa o, di andare dalle sue cugine, così lo portò a trovarle ma neanche li c’erano i genitori. 
Passarono i giorni e Edmond si organizzò per far passare Simon in Svizzera. 
Si ricordò che prima di partire il Sig. Bernstein aveva nascosto un quadro famoso in un mobile, e così cercava tra le cose sequestrate, ma il signore addetto al magazzino gli disse che probabilmente lo aveva preso il generale, così andò nel suo ufficio e lo cercò. 
Quando lo trovò si dimenticò di mettere a posto e nella fretta si strappò un pezzo di cravatta. 
Intanto l’assistente aveva chiamato un medico per Edmond perché gli usciva del sangue dal naso, ma quando tornò non lo vide più li e trovò la sua cravatta. 
La sera prima aveva lasciato Simon nella cantina del negozio e quando gli portò da mangiare trovò anche le due cugine. 
Nel frattempo il genero era stato informato che il Colonnello Spreich voleva parlare con Edmond e quando lo raggiunse in cantina, trovò i tre bambini e minacciò di ucciderli, ma lo uccise prima Edmond. 
Quando arrivò la polizia Edmond e i tre bambini erano già scappati, e chiesero rifugio alla signora che si occupava delle bambine. 
Intanto Edmond aveva venduto il quadro e con i soldi ricavati comprò i passaporti per i tre bambini. 
Poi salutò la figlia e partì con il treno per andare in Svizzera. 
Quando scesero dal treno si incamminarono per le campagne e si rifugiarono in una casa. 
Dopo che Simon fece amicizia con il figlio della signora e gli raccontò la sua storia, l’altro bambino gli disse che il fratello faceva parte della resistenza partigiana e poteva aiutarlo a liberarsi di Edmond. 
Ma non andò così, quando parlò con il fratello incontrarono un poliziotto e arrestò Simon. 
Le cose peggiorarono quando Edmond arrivò, perché il poliziotto si accorse che non era veramente il padre. 
Iniziarono a scappare e si rifugiarono in chiesa, e il prete gli aiutò a nascondersi, e così anche il giorno dopo gli aiutò a passare e ad arrivare in Svizzera. 
Ma al momento dei saluti Edmond non riuscì a lasciarli e restò con loro.

Elisa Monga 3A

Shoah: almeno la memoria deve sopravvivere

Giovedì 31 gennaio alle ore 11.00 presso l'auditorium l'Angolo dell'Arte,per ricordare lo sterminio di circa sei milioni di ebrei da parte dei nazisti, la compagnia Teatro del Sole, con la regia di Massimo Navone, ha messo in scena lo spettacolo Via degli Uccelli 78: il ghetto di Varsavia attraverso gli occhi di un bambino.

Le vicende che abbiamo visto rappresentate mi hanno fatto riflettere sul sentimento di odio che hanno avuto i tedeschi verso gli ebrei.

Riccardo Bonfrate 1A

Lo spettacolo teatrale Via degli Uccelli 78

Giovedi 31 Gennnaio 2013, la nostra scuola ha ospitato uno spettacolo teatrale dal nome:Via degli Uccelli 78, ambientato sulle vicende di un bambino durante la seconda guerra mondiale. 
Nel 1939 era iniziata l’invasione nazista in Polonia. In un piccolo paese dello Stato, abitava, in via degli uccelli n° 78, Alex, un bambino di soli 11 anni, con il padre,un umile fabbricatore di corde. 
Dato che in quei anni si “dava caccia agli ebrei”, Alex era costretto a nascondersi in soffita quando il padre andava a lavorare. Si ricordava, che quando era piccolo andava in fabbrica con papà e stava insieme ad un signore, Boruch, che continuava a parlargli. 
Una sera, Alex si era appena svegliato e, vide il padre che puliva una pistola. Lui chiese se era il caso di usarla e il padre rispose che dato che era uno strumento di difesa se gli fosse servito, l’avrebbe usata. Dopo questo il padre insegnò ad Alex come usare quell’ arma. 
Un giorno però sentirono dei rumori, erano le SS che li stavano cercando, si nascosero in soffitta, ma li trovarono lo stesso. 
Quando erano diretti verso i campi di concentramento Alex riuscì a scappare e a mettersi in salvo. Ritornò a casa sua, ma non era più un posto sicuro, così trovo rifugio nell’ ultimo piano della sua palazzina. Era una casa appena stata bombardata, ma Alex la vide come la soluzione migliore. 
Alex si diede da fare per renderla abitabile, costruì una scaletta, l’unica via d’accesso a quel posto. Si sentiva un pò come Robinson Crusue, il suo avventuriero preferito, che era sbarcato in un isola deserta e riuscì a vivere. 
Un giorno sentì delle grida, attraverso una fessurina intavise due uomini e un soldato, probabilmente tedesco, che puntava la pistola su quegli uomini. Alex si fece forza, scese dal nascondiglio e sparò alla SS, provocandogli la morte. 
Qualche giorno dopo sentì delle voci dal suo nuovo nascondiglio, il bunker dove c’era la dispensa della sua famiglia e quella del signor Gryn. Erano suo padre e Boruch. I tre si riabbracciarono e finalmente erano in salvo. 
Questo spettacolo è stato molto bello, anche se con un argomento molto toccante.

Elena Greco 3A

Dicembre 2012: il nostro Coro in concerto!

Una reporter particolarmente brava, anche perchè impegnata in prima persona, ci racconta!

"Durante la prima metà dell'anno scolastico, un gruppo di ragazzi e di ragazze di prima, di seconda, di terza media e alcune ex alunne con un po' di dote canora e tanta voglia di imparare, divertirsi ed impegnarsi, si sono iscritti al coro della scuola. Esso è una attività extra-scolastica svolta ogni lunedì ma va affrontata con serietà.

Durante le lezioni, come prima cosa si scalda la voce con scioglilingua a una o più voci. Quando poi siamo pronti studiamo le canzoni che presenteremo durante varie feste. La prof. Bettini ci fornisce, mediante e-mail o con la chiavetta, le canzoni su cui studiare ed allenarci.

Nel mese di Dicembre ci siamo esibiti tre volte in pubblico. La prima volta sabato 15 alle ore 21.00 presso la Chiesa parrocchiale, in occasione del concerto organizzato dal Corpo musicale S.Cecilia di Cislago; la seconda giovedì 20 alle 21.00 presso l'auditorium della nostra Scuola per un concerto "tutto nostro", dove eravamo cioè gli unici protagonisti, ed il giorno successivo alle 10.30, sempre in  in auditorium per la festa di Natale della Scuola.

Per alcuni di noi era la primissima volta che si cantava in Chiesa, ed eravamo allo stesso tempo eccitati e agitati. Ricordo ragazzi che ripassavano i testi, altri che li cantavano a bassa voce altri ancora che non facevano nulla ma aspettavano il loro turno. In fondo l'importante era dare il massimo e divertirci. Abbiamo eseguito tre canzoni con tonalità molto alta per cui si sentiva il suono molto lieve. Al termine, abbiamo ricevuto un sacco di applausi, che ci hanno rincuorati, e molti commenti positivi.

La nostra seconda esibizione è stata quella più impegnativa, perché abbiamo dovuto cantare tutte le canzoni che stavamo preparando, ed erano circa una dozzina.
Eravamo tutti in fila ordinata fuori dall'auditorium per prepararci all'entrata in scena e nell'aria si sentiva la tensione e la paura di sbagliare di fronte a quel pubblico immenso, in particolare Happy Day a tre voci. Eravamo contenti di mostrare ai genitori l'impegno che mettiamo in questa attività. Credo proprio che siamo riusciti a farli divertire e ciò ci rende ancora più determinati.

Infine il 21 dicembre, alla festa della Scuola hanno partecipato molti alunni per varie presentazioni, quindi non potevamo mancare. Abbiamo cantato alcune canzoni della serata precedente e anche questa volta il coro ha dato il massimo e continuerà a farlo.

Speriamo di diventare sempre più bravi e più numerosi anche perché noi continuiamo a provare e riprovare per i prossimi appuntamenti che si presenteranno. Tutti noi siamo stati preparati e sostenuti dalla professoressa Manuela Bettini che ha scelto accuratamente le canzoni."

Ester, classe 2D

I primi giorni di scuola...

Alcuni alunni delle nuove classi prime ci raccontano l'accoglienza nella nostra scuola media!

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